Santuario della Madonnetta

2015-09-27

I trecento anni dell'Altare Maggiore

A distanza di un mese e mezzo dalla ‘veglia storica’ dell’alba del 15 agosto per la solennità dell’Assunta – quest’anno particolarmente commovente e carica di significato per la partecipazione dello sceicco libanese Prof. Mohamad Nokkari, fondatore e leader del movimento islamico mariano ‘Insieme con Maria’ e fautore appassionato del dialogo fra musulmani e cristiani – ecco alla fine di settembre una scadenza importante per la storia del Santuario: nel 1715 è stato inaugurato il nuovo altare maggiore, splendida opera di Domenico Stella in marmo di Carrara, collocato al sommo della scalinata superiore. In esso sono incastonati quindici cofanetti di reliquie provenienti dalle catacombe di Roma, ed è sormontato da un maestoso Crocifisso ligneo del Cambiaggio (fine sec. XVII), alla cui base vigila l’arcangelo S. Michele in atto di scacciare Satana. Infatti l’altare, consacrato il 29 settembre 1722, è dedicato, non solo alla ‘Nascita di N.S. Gesù Cristo, all’Assunzione della B.V. Maria e alla Regina degli Angeli e dei Martiri’, ma anche a lui, poiché il fondatore del santuario, l’agostiniano scalzo Servo di Dio P. Carlo Giacinto Sanguineti, prima di morire lo ha designato come ‘custode speciale’ della Madonnetta.

Martedì 29 settembre prossimo, per ricordare il terzo centenario dell’evento, avrà luogo alle ore 17\.30 una solenne concelebrazione, presieduta da P. Angelo Grande, nuovo superiore della comunità, cui seguirà il concerto del M° Guido Iotti sul monumentale organo del santuario, costruito in due tempi da Lorenzo Roccatagliata e Carlo Giuliani (1733\-1844\). Il concertista lo ha ideato e voluto chiamare ‘dei nove altari’, intendendo fare un omaggio musicale appropriato ai singoli altari, che per oltre tre secoli hanno onorato con le loro liturgie le diverse icone e statue del santuario, realizzate da illustri pittori e scultori (Paggi, Badaracco, Galeotti, Guidobono, Romano, Cambiaggio, Maragliano). Per questo ha scelto il meglio della musica di Johann Sebastian Bach, la cui vita tra l’altro coincide incredibilmente con la fondazione e affermazione del santuario (1685\-1756\): cinque Fantasie e quattro Cantate, per evidenziare le relazioni simboliche fra le composizioni bachiane e le arti figurative. Esse sono come una divina liturgia musicale che glorifica il mistero della salvezza: dal Natale alla vita terrena di Gesù, dalla Passione e Morte alla Risurrezione, dalla discesa dello Spirito Santo alla glorificazione in cielo di Maria, degli Angeli e dei Santi. Ed sarà lo stesso concertista a spiegare il significato mistico dei singoli pezzi prima del concerto, che sarà un momento straordinario di bellezza spirituale. Tutti sono cordialmente invitati.