2014-06-22 · SS. Cuore di Gesù · Anno A
SS. Cuore di Gesù
Letture: Deut
Imparate da me, che sono mite e umile di cuore
Letture: Deut. 7,6-11; 1Gv. 4,7-16; Mt. 11,25-30 (Gv. 19,31-37; LE. 15,3-7)
1 - Il cuore, capolavoro di Dio - L’uomo è stato concepito da Dio con uno Spirito a immagine e somiglianza della sua Vita trinitaria: Mente eterna (il Padre), Pensiero di verità (il Verbo), Volontà di amore (lo Spirito San-to); il suo corpo invece è a immagine della Chiesa, corpo di Cristo che unisce tutta ‘umanità. Ma al centro di tutto - l’anima e il corpo - Dio ha collocato il cuore dell’uomo: organo che include la vita spirituale, psicologica e fisica dell’individuo, collegandolo come un tutt’uno con Dio e con il creato: ‘Ci hai fatti per Te - scrive Agostino nell’esordio delle Confessioni - e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te’ (1,1,1). Il battito spirituale del cuore è il suo desiderio, con cui anela all’infinito. Il cuore è soprattutto la coscienza, la stanza segreta e nuziale, ove si gusta l’Eterno presente in noi e si accetta la sua guida; il cuore è la gioia di essere perdutamente innamorati di Dio.
2 - Il S. Cuore - Tutta la S. Scrittura è una incessante rivelazione del Cuore infinito di Dio, in cui confluisce la pienezza dell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: ‘Di generazione in generazione durano i pensieri del suo cuore, per salvare dalla morte i suoi figli, e nutrirli in tempo di fame (Salmo 32,11.19). Nel Cuore di Gesù pulsa tutto l’amore trinitario e l’amore umano, fusi insieme. Non si spiega altrimenti la creazione, la redenzione e la santificazione: un crescendo inesauribile di amore. Ogni battezzato deve immedesimarsi e identificarsi con il S. Cuore: ‘Cristo - scriveva Don Giussani - non è un devoto ricordo, un nome, un oggetto di pietà: egli è un evento unico nella mia vita e nella storia umana, incontrato in ogni uomo. Altrimenti sarebbe stato un richiamo a una affettività pietosa, generica e confusa’.
3 - Il costato di Gesù - L’evangelista Giovanni ci invita a fare due esperienze della vita del S. Cuore: prima sotto la Croce, quando ‘uno dei soldai gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua’ (19,34) sacramento della vita della Grazia; poi nel cenacolo della Pasqua, quando Gesù chiama l’incredulo Tommaso: Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo, ma credente’ (20,27). La ferita del cuore è la ‘prova del cuore, che ci porta a condividere, in qualche misura e ogni giorno, la vita del Cuore di Dio, entrando in Lui e rimanendovi per sempre. Anche S. Agostino l’ha fatta in modo speciale nel suo percorso di conversione e ce ne dà testimonianza: ‘Ci avevi bersagliato il cuore con le frecce del tuo amore, portavamo le tue parole conficcate nelle viscere intime con gli esempi dei tuoi servi, ammassati nel seno della nostra meditazione: erano fuoco che divorava il profondo torpore, per impedirci di piegare verso il basso’ (Conf. 9,2,3).
4 - La devozione al S. Cuore - Essa assume la caratteristica di un forte richiamo a riparare le innumerevoli offese, che riceve Gesù da parte di tutti noi: bestemmie, profanazioni, scandali, trascuratezza, abbandono dei valori e della virtù… Dice Gesù a S. Maria Margherita Alacoque: ‘Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, e da essi non riceve se non ingiurie e abbandono’. Anche il profeta Geremia confida il pensiero di Gesù: ‘Concluderò con essi un’alleanza eterna e non mi allontanerò più da loro per beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si distacchino da me…Ho sperato conforto, ma niente; consolatori, ma non li ho trovati’ (32,40). Commenta S. Agostino a proposito di alcuni beni materiali rubati a una persona onesta: ‘Il ladro poté portargli via il denaro, ma non poté tirar giù dal cielo il suo cuore’ (Disc. 207A,6). E proprio la raccomandazione del S. Cuore: ‘Accumulate ricchezze in cielo ove i ladri non si avvicinano, perché dove sono le tue ricchezze, lì c’è anche il tuo cuore (Mt. 6,20-21).