Santuario della Madonnetta

2015-01-25 · Terza Domenica · Anno B

Terza Domenica fra l'anno

Letture: Giona 3,1‑5.10; I Corinzi 7,29‑31; Marco 1,14‑20

Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini

Letture: Giona 3,1‑5.10; I Corinzi 7,29‑31; Marco 1,14‑20.

1 ‑ Punti di partenza ‑ Il Vangelo contiene le prime parole della predicazione di Gesù: ‘I1 tempo ormai è compiuto ‑ I1 Regno di­ Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo’; inoltre registra il primo ge­sto significativo sull’uomo: ‘Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini’. L’insieme della Parola di Dio assume il carattere perentorio di un appello urgente, che Gesù rivolge ad ogni singolo uomo: convertirsi per credere a Gesù e seguirlo per amarlo e collaborare con lui alla salvezza del mondo. Anche oggi, data la situazione del mondo, esso risuona nella coscienza di ciascuno: ‘decidetevi subito a seguirmi’!

2 ‑ La conversione ‑ Essa ha connotati ben precisi e radicali: a) prima di tutto abbandonare, come i cittadini di Ninive, la propria condotta malvagia; b) poi passare da una vita, che ha come fine il possesso esclusivo e definitivo delle realtà temporali, a una vita che ha come centro le realtà spirituali ed eterne: ‘Quelli che usano del mondo – avverte Paolo - si comportino come se non ne usassero del tutto’; c) infine diventare tutti ‘pesca­tori di uomini’ per salvare la loro vita dal male ed orientarlo al bene.

3 ‑ Pescatori di uomini – Un tale compito, fondamentale e quindi comune a tutti, non è solo un invito ad una missione straordinaria: il ministero sacerdotale, la vita di consacrazione totale per il Regno dei cieli, un impegno missionario nei Paesi del Terzo mon­do; non è neppure un invito a ‘convertire gli altri’, ma a convertire se stessi amando gli altri. Tutti insomma siamo apostoli del Vangelo dell’amore. Si tratterà quindi di predicare il Vangelo vivendolo con assoluta coerenza e trasformandolo di volta in volta, secondo le circostanze e le necessità, in pane, vestito, medicinali, amici, libri. In una parola: tra­sformare il Vangelo in mille gesti di amore concreto.

4 ‑ La vera professionalità ‑ È un dato di fatto molto positivo: ­in tutti gli ambienti culturali e sociali affiora o cresce  una sensibilità che porta ciascuno a farsi carico dei problemi dell’altro. Anche un ateo accetta volentieri questa ‘professione’ di umanesimo concreto. Ora, lo stile adatto, cioè la ‘professionalità’ tipica nel compiere questa missione, è quella di non discriminare mai nessuno, nè distinguersi dagli altri. Il bene non sopporta etichette o firme personali: esige discrezione, delicatezza, riserbo, umiltà. Chi compie questa missione deve accettare anche le contesta­zioni o le preclusioni, cercando di scioglierle a poco a poco con tatto e pa­zienza. Non si può ‘pescare’ se non con il cuore!

5 ‑ Punti concreti ‑ a) C’è urgenza assoluta di ‘pescatori’ accorti e generosi, perché oggi è cresciuta la domanda e il grido di aiuto di chi non ha voce e mezzi per vivere una vita decente; b) dobbiamo prediligere gli ambienti che l’uomo predilige, gli accenti che l’uomo predilige; c) tutta la pastorale e la fisionomia stessa di Chiesa deve essere o­rientata ‘verso l’esterno’, dove l’uomo vive, lavora e soffre. Non aspettiamo che la gente venga a trovarci, magari in chiesa, ma andiamo noi a trovarla! Queste sono le famose ‘periferie’, di cui parla sempre Papa Francesco

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